News, avvenimenti, opinioni, consigli e foto

Gli europei al cinema: uno sguardo tra est ed ovest


Così come è difficile trovare consenso sulla definizione di “cinema europeo”, anche le abitudini di frequentazione delle sale variano in modo significativo: uno sguardo al divario esistente tra Europa orientale e occidentale

Il 15 febbraio si apre la 68esima edizione della Berlinale , tra gli eventi più importanti per il mercato cinematografico europeo. Oltre che una vetrina per produzioni cinematografiche da tutto il mondo, il festival è anche un importante spazio di dibattito sugli scenari futuri del cinema e della sua fruizione. Di questo si occupa lo European Film Forum , una serie di conferenze organizzata dalla Commissione Europea per definire in che modo i film europei di qualità possono raggiungere meglio il pubblico. Uno sforzo in cui l’Ue è impegnata da tempo tramite programmi come Europa Cinemas , e che oggi deve fare i conti con i cambiamenti che investono la fruizione della settima arte, soprattutto per quanto riguarda la concorrenza delle piattaforme di streaming come Netflix, Amazon ecc…

Frequentazione delle sale: biglietti e fatturato crescono a Est

Si dice spesso che la crescente popolarità delle piattaforme di video on demand (VoD) rischia di erodere la frequentazione delle sale cinematografiche. In realtà, se si guarda all’andamento del numero di biglietti e al fatturato delle sale cinematografiche le prospettive non appaiono troppo grigie, soprattutto ad Est. Secondo i dati raccolti da UNIC , sia la frequentazione dei cinema che il loro fatturato sono in aumento in tutti i paesi del gruppo Visegrad (Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia), così come in Estonia, Lituania e Romania.

Nonostante ingressi, fatturato e numero di schermi siano in aumento, le cifre rimangono però molto basse se confrontate con paesi in cui la frequentazione delle sale è un’abitudine consolidata: Francia, Irlanda e Regno Unito hanno un tasso di frequentazione quasi triplo rispetto a quello che si registra ad Est, complice sicuramente il minor prezzo medio dei biglietti in rapporto al salario medio .

Crescita sì, ma numeri assoluti ancora molto bassi

Una crescita che tuttavia parte da una precedente situazione di declino e abbandono delle sale cinematografiche in queste regioni d’Europa, dove fino all’inizio degli anni Novanta queste dipendevano in larga misura dal controllo statale. Dopo la drammatica chiusura di moltissime sale nel corso degli anni Novanta, negli ultimi anni si assiste infatti alla lenta rinascita del grande schermo, che ha per protagonista soprattutto i cinema multisala.
In Romania, ad esempio, la maggior parte degli investimenti in questo settore sono gestiti dalla Global City Holdings, (ex-Cinema City), che nel giro di pochi anni ha aperto ben 26 multisala giungendo a controllare oltre il 50% degli schermi del paese. Di contro, la società pubblica RomâniaFilm, che un tempo gestiva centinaia di piccole sale, ormai ne possiede solo una quindicina.

La Global City Holdings è il principale operatore del settore in Europa centro-orientale, presente anche nel regno Unito e in Irlanda, è, una società israeliana nonché il secondo operatore cinematografico europeo, con una forte presenza nel cinema, nell’intrattenimento e nelle attività immobiliari. La Global City Holdings opera in Europa con 225 multisala e 2109 schermi tra Regno Unito, Polonia, Israele, Ungheria, Repubblica ceca, Bulgaria, Romania, Slovacchia e Irlanda.

Le preferenze del pubblico europeo: tra cinema europeo e cinema americano

Ciò che invece accomuna lo spazio europeo è il forte divario per quanto riguarda le preferenze del pubblico tra cinematografia nazionale, europea e produzioni d’oltreoceano. Secondo i dati diffusi da UNIC, che rappresenta le sale cinematografiche di 36 paesi europei, solo in 12 paesi su 26 la cinematografia nazionale si piazza nella “Top 5” dei film più visti nel 2016.

L’eterna lotta tra cinematografia europea e quella americana investe il mercato europeo nel suo insieme: un recente studio dell’Osservatorio Europeo sugli Audiovisivi evidenzia un gap significativo tra distribuzione e ricavi delle produzioni europee e quelle statunitensi. I film europei vengono distribuiti, in media, in 2 paesi mentre le produzioni statunitensi raggiungono almeno 10 mercati europei. Naturalmente, scarsa distribuzione significa minor possibilità di raccogliere i favori del pubblico, ma c’è dell’altro: anche quando raggiunge le sale, la cinematografia europea non sempre viene preferita dal pubblico. Nonostante costituiscano il 64% dei lungometraggi proiettati, i film europei generano solo il 27% delle entrate totali, mentre i film americani, che rappresentano il 16% delle pellicole uscite in sala, raccolgono oltre il 70% degli incassi.

Per sostenere la circolazione dei prodotti cinematografici europei il programma “Europa Cinemas ”, finanziato dalla Commissione europea, mette in rete le sale cinematografiche del continente, fornendo supporto operativo e finanziario ai cinema che includono nella propria programmazione film prodotti in altri paesi europei. Attivo in più di seicento città, il programma si estende anche a Balcani, Russia e Turchia.

Nonostante la tenuta del grande schermo finora, il futuro del cinema europeo passa anche dalla distribuzione sulle piattaforme di video on demand. Secondo uno studio finanziato dalla Commissione europea, nei cataloghi dei servizi di streaming il cinema europeo rappresenta in media il 23% dell’offerta complessiva.

Proprio per questo, nell’ambito della riforma della direttiva sui servizi di media audiovisivi (AVMSD) attualmente in discussione, il Parlamento europeo ha chiesto di introdurre una quota di almeno il 30% di opere europee nei cataloghi VOD. La commissione cultura del Parlamento ha inoltre proposto che le autorità nazionali possano chiedere alle piattaforme VOD di contribuire finanziariamente ai fondi nazionali per il cinema, con contributi proporzionali ai ricavati nel paese interessato.

Questo articolo è pubblicato in associazione con

 

e distribuito con licenza (CC BY-SA 4.0)

I commenti, nel limite del possibile, vengono vagliati dal nostro staff prima di essere resi pubblici. Il tempo necessario per questa operazione può essere variabile. Vai alla nostra policy

blog comments powered by



FONTE : Osservatorio Balcani e Caucaso – Ultime notizie

Tutti i diritti sono degli autori indicati alla fonte

Altre Notizie

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.